Verso la metà del Novecento la famiglia Richini di Piamborno perse due figli in tenera età a causa di una malattia difficile da curare all’epoca, probabilmente la polmonite. Dopo questi due figli riuscirono ad avere una bambina, Giuseppina, ed un terzo figlio Luigi, che ad un certo punto cominciò a stare così male da essere dato ormai per spacciato, tanto che il medico disse alla madre “Se fosse un pollo, gli tirerei il collo!”.
La madre, disperata, cominciò a recarsi ogni giorno a piedi nudi ad una santella note come “Santella di Pirla”, sita in cima ad una montagna; recava sempre con sé un camicino di lana, a quei tempi usati per i bambini, lo sfregava sulla santella, dedicata alla Madonna delle Grazie di Ardesio, si metteva in ginocchio e pregava. Una volta tornata a casa metteva sul corpicino il camicino di lana.
Miracolosamente il piccolo Luigi cominciò a dare segni di miglioramento e la madre continuò i suoi viaggi alla santella per tantissimo tempo, facendo un voto alla Madonna: le promise che se avesse ricevuto la grazia della completa guarigione di Luigi, se fosse rimasta di nuovo incinta avrebbe chiamato il suo prossimo figlio Maria Ardesia se femmina, oppure Mario Ardesio se maschio. A nascere fu un maschietto.
Nel film “Puer Nomine Ardesio” il regista Paolo Colleoni racconta questa storia alternando le interviste al signor Ardesio e ai suoi famigliari e le riprese effettuate tra Piario e Villa D’Ogna, nelle quali i protagonisti sono interpretati dalla Cumpagnia del Fil de Fèr: il film quest’anno ha partecipato al Festival Cinematografico “Sacrae Scene” di Ardesio, vincendo il premio “Territorio”.
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